Ha Giang Loop: il viaggio nel viaggio del Vietnam
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Tre giorni in moto tra montagne, fiumi al confine con la Cina e la domanda che resta aperta fino all'ultimo chilometro: guidare o farsi guidare?
- Il Ha Giang Loop è un tour di 3 giorni in moto nel nord-est del Vietnam, vicino al confine cinese
- Si può guidare da soli o affidarsi a un "Easy Rider" locale — una scelta etica e pratica da valutare
- Il tour parte ogni giorno da Hanoi con autobus notturno
- Il turismo ha portato benessere economico alla provincia, ma cresce anche il rischio di sovraffollamento
- A Meo Vac (tappa 2) non ci sono sportelli ATM: portare contanti

Il nostro viaggio alla scoperta del Vietnam continua con il racconto di un tour di tre giorni di cui, molto probabilmente, avete già sentito parlare. La provincia di Ha Giang si trova nella parte nord-est del Paese, a pochissimi chilometri di distanza dal confine con la Cina. Quest'area dell'entroterra vietnamita è caratterizzata da paesaggi montani mozzafiato, che è possibile apprezzare a pieno grazie a dei tour su due ruote organizzati da diverse agenzie locali.
Prima di iniziare la narrazione dettagliata legata a quanto visto e vissuto nel corso di quest'esperienza, che consiglio a chiunque stia pianificando un itinerario in Vietnam, penso sia giusto fare alcune importanti considerazioni etiche.

Il difficile equilibrio tra turismo di massa e turismo sostenibile
Durante la prima cena di gruppo, uno dei leader della carovana, composta in quel momento da quasi 80 persone, ha voluto ringraziare genuinamente tutti i partecipanti. Secondo la guida locale, l'economia della provincia di Ha Giang ha risentito in modo straordinariamente positivo dell'indotto generato dai viaggiatori, consentendo ai tanti residenti della zona di raggiungere un migliore stato di benessere economico.
È bello toccare con mano come il turismo, se sviluppato con criterio e raziocinio, possa giovare non solo al singolo imprenditore, ma a un'intera comunità. Nel corso di questi tre giorni è stato possibile visitare diversi villaggi, sostare in vari bar e ristoranti storici, assistere a vecchi rituali e dormire in strutture che hanno evidenziato come un turismo sostenibile sia concretamente possibile.

Ovviamente, scrivendo e parlando del Ha Giang Loop, è inevitabile che il numero di avventori sia destinato a crescere nel tempo. Esistono già dei periodi dell'anno in cui i gruppi che percorrono queste strade sono così cospicui da creare vero e proprio traffico, nonostante moto e motorini siano i soli mezzi di locomozione designati.
Trovare un equilibrio tra turismo di massa e turismo sostenibile può essere veramente difficile, ma è compito di ciascun viaggiatore compiere scelte secondo coscienza. L'obiettivo, quando si è ospiti di un altro Paese, deve essere quello di vivere nuove esperienze ampliando i propri orizzonti, tornando a casa arricchiti nel proprio bagaglio culturale. Cosa ben diversa è porre sé stessi al centro di tutto, facendo sì che i luoghi visitati e le persone incontrate lungo la strada fungano solo da sfondo per i post sui social. L'invito di Tabishi è quello di condividere tragitti di vita reali, creando emozioni in grado di fissarsi in maniera indelebile nei ricordi.
Un'ultima considerazione tecnica riguarda la scelta strategica di optare o meno per il servizio di "Easy Rider" (ovvero viaggiare come passeggeri con un guidatore locale esperto), ma la risposta saprete darvela da soli al termine di questo articolo.

Diario di bordo: che il viaggio nel viaggio abbia inizio
Il tour di Ha Giang parte ogni giorno da Hanoi, la capitale del Vietnam, tramite un autobus notturno che offre ai partecipanti la possibilità di essere prelevati direttamente in aeroporto.
Le comunicazioni iniziali possono risultare a tratti complicate per via delle barriere linguistiche legate all'utilizzo dell'inglese ma, con l'aiuto di Google Traduttore, ogni muro può essere abbattuto.
La tratta notturna termina alle prime ore del mattino ad Ha Giang, dove è possibile riposare alcune ore prima della sveglia ufficiale. Per garantire la sicurezza di tutti, i gruppi consistenti vengono divisi in carovane più piccole, che si ritrovano poi ogni sera al termine della tappa esplorativa.

Tappa 1: Da Ha Giang a Dong Van
La prima tappa prevede un tragitto impegnativo di circa 142 chilometri.
Si parte da Ha Giang e la prima sosta prevede un giro in battello sul fiume Lo, dove si può degustare un buon caffè. L'itinerario prosegue poi verso le località di Tam Son e Yen Minh, offrendo viste panoramiche incredibili.
Il tragitto mostra un manto stradale non sempre in ottime condizioni: salite impervie si alternano a ripide discese e a molte curve a stretto raggio dalle quali possono sbucare, all'improvviso, sia bufali che mini-van lanciati a tutta forza. A tratti ho avuto l'impressione di guidare di notte sulle strade della Costiera Amalfitana quando l'asfalto versa nelle sue condizioni peggiori.
La giornata si conclude verso le 5 del pomeriggio con l'arrivo a Dong Van. Solitamente il tour comprende i pasti, e la cena diventa l'occasione perfetta per condividere la tavola con altri viaggiatori, scambiandosi racconti. Una cosa che sicuramente non mancherà al vostro tavolo sarà la cosiddetta "Happy Water", un alcolico discretamente forte ottenuto dalla distillazione del mais. A turno, gli amici vietnamiti riempiono i bicchieri da shot e invitano i commensali a ripetere le parole di un tipico brindisi locale, che si trasforma repentinamente in una gara a chi urla di più. Nonostante la stanchezza, la serata sfocia in balli e musica prima del riposo notturno.

Al confine con la Cina: il fascino del fiume Song Nho Que
Il giorno seguente, fatta colazione, si riparte verso il confine cinese toccando le località di Lung Cu, Ma Pi Leng e Nho Que.
Durante il percorso ci si ferma per ammirare lo spettacolo della natura e per degustare un caffè nelle strutture presenti lungo il tragitto.
Un momento magico di questa escursione è la vista sul Sông Nho Qué, il fiume cinese che attraversa una piccola parte del Vietnam. A seconda del periodo dell'anno si rischia di avere una vista parzialmente guastata dal meteo, poiché le nuvole basse possono impedire di godersi appieno il panorama. Allo stesso tempo, però, pensare che al di là di quel corso d'acqua azzurrissimo e di quelle montagne avvolte dalle nubi ci sia la Cina racchiude una magia profonda. La bellezza risiede nell'animo di chi osserva.

Dopo una sosta in un villaggio dove gli autoctoni indossano gli abiti tradizionali, si giunge a Meo Vac, punto d'arrivo della seconda giornata. Una volta posati i bagagli nella home-stay (una pensione molto caratteristica), si rimonta in sella per andare a fare il bagno presso una cascata locale. Il consiglio è di non lasciarsi condizionare dal meteo avverso: indossate il costume e tuffatevi. Ci si potrà poi riscaldare al bar della struttura, che affitta anche asciugamani per chi ne fosse sprovvisto.
Essendo l'ultima serata di gruppo, la Happy Water tende a sostituire l'acqua nei piccoli bar del paesino, che è importante ricordare essere totalmente privo di sportelli ATM per il prelievo di contanti.

L'artigianato locale della canapa e il rientro a Hanoi
L'ultimo giorno di viaggio prevede le tappe di Mau Due, Lung Tam e Quan Ba. La sosta più interessante della giornata è quella presso un laboratorio artigianale di canapa. La canapa viene infatti utilizzata dalle tribu locali per la fabbricazione di capi e accessori destinati a resistere nel tempo, per via della forte consistenza naturale del materiale. Il vestiario viene poi arricchito da decori manuali che seguono ancora le antiche tecniche di lavorazione della tradizione.
Il ritorno ad Ha Giang segna la fine del tour su due ruote e, nel pomeriggio, è previsto il rientro in pullman verso Hanoi.
Termina così un'esperienza facilitata, senza alcun dubbio, dalla presenza di un Easy Rider. Visti il meteo instabile e le condizioni delle strade, ritengo di aver scelto la strada più sicura per potermi godere il paesaggio. In tutta onestà, però, non posso fare a meno di pensare a quanto sarebbe stato bello sedere direttamente al posto di guida e godersi l'esplorazione da pilota in prima persona. Permane l'interrogativo: voi per cosa optereste?

Consigli pratici per il tuo Ha Giang Loop
Durata: 3 giorni, con partenza e rientro da Hanoi tramite autobus notturno.
Come muoversi: in moto in autonomia, oppure con un "Easy Rider" — un guidatore locale esperto che ti porta come passeggero, utile se il meteo o le strade non ti convincono.
Contanti: a Meo Vac (fine tappa 2) non ci sono sportelli ATM — portane a sufficienza per tutto il tour.
Il consiglio di Tabishi: scegli con coscienza tra turismo di massa e turismo sostenibile — vivi l'esperienza, non limitarti a fotografarla.
Tabishi Way: capi resistenti per rotte impervie
Le tribu del nord del Vietnam scelgono la canapa per creare capi destinati a durare nel tempo e resistere a ogni avventura. Noi di Tabishi seguiamo la stessa filosofia etica: selezioniamo solo cotone organico per offrirti la massima resistenza e il minor impatto ambientale possibile. Esplora le nostre t-shirt e felpe pensate per chi ama viaggiare leggero e nel pieno rispetto delle comunità locali.
FAQ
Quanto dura il Ha Giang Loop?
3 giorni, con partenza e rientro da Hanoi tramite autobus notturno.
Meglio guidare da soli o con un Easy Rider?
Dipende da esperienza e meteo: un Easy Rider ti lascia goderti il paesaggio in sicurezza, guidare da soli offre più libertà e adrenalina.
Serve portare contanti?
Sì — a Meo Vac, tappa della seconda giornata, non ci sono sportelli ATM.
Cos'è la "Happy Water"?
Un alcolico forte ottenuto dalla distillazione del mais, protagonista delle cene di gruppo lungo il tour.









