Da Lat: il posto in Vietnam che ti fa bere il caffè con la testa tra le nuvole

di Mattia Melone8 min di lettura
AsiaCaffè vietnamitaConnessioniDiario di viaggioQuieteVietnam
Da Lat, lago centrale con pedalò

Tra torrefazioni nascoste, motor-taxi e un bar-labirinto a quattro piani: un pomeriggio a Da Lat raccontato così com'è andato.

In breve
  • Da Lat regala spesso la sensazione di camminare tra le nuvole, per via del clima d'altopiano
  • Il caffè vietnamita è un rito lento a filtro goccia a goccia, non un espresso al volo
  • Ci si sposta soprattutto in motor-taxi (via app tipo Grab)
  • Le serate ruotano attorno al Night Market e al Maze Bar (100 Roofs Cafe)
  • Periodo migliore: dicembre – inizio marzo

Il nostro viaggio alla scoperta del Vietnam continua a Da Lat, una città dell'entroterra dall'aria profondamente magica. Per via della sua posizione geografica e del clima particolare dell'altopiano, capita spessissimo di ritrovarsi immersi in improvvisi addensamenti nuvolosi. Questo fenomeno regala la costante e suggestiva impressione di camminare letteralmente con la testa tra le nuvole.

Viaggiare è meraviglioso non solo perché si visitano posti nuovi ed esotici, ma soprattutto perché si vivono esperienze uniche. Molto spesso, se si sceglie di abbandonarsi all'inaspettato e di allentare il guinzaglio della pianificazione, si torna a casa con storie incredibili. Per raccontarvi l'anima di Da Lat e spiegarvi quanta magia racchiuda questo luogo, condividerò con voi una serie di fatti realmente accaduti.

Il rito lento del caffè vietnamita (e come muoversi a Da Lat)

Il Vietnam si è imposto prepotentemente come uno dei maggiori produttori di caffè al mondo, tanto da salire stabilmente al secondo posto della classifica globale. Il caffè vietnamita, però, non è un semplice "butta giù e vai"; è un rituale meticoloso, forse ancor più lento e sacro del nostro espresso italiano. Ha un metodo di estrazione a filtro goccia a goccia che richiede tempo, pazienza e dedizione.

Complice questa cultura e una posizione geografica favorevole, che non risparmia scenari nebbiosi degni di una pellicola cinematografica, a Da Lat esistono moltissimi café con vista mozzafiato.

Vivendo nell'epoca in cui tutto si può chiedere a uno schermo, prima di partire ho effettuato una rapida ricerca su internet e mi sono imbattuto in una guida che elencava i migliori locali panoramici della zona. Tra i dieci dell'elenco ho scelto, in modo del tutto inconsapevole, quello più ostico e sperduto da raggiungere. Tramite Grab (l'applicazione che fa le veci di Uber in tutto il Sud-Est asiatico), ho prenotato il mio viaggio su due ruote verso la destinazione.

Il concetto di tempo in Asia

Quando ci si sposta in questa parte del mondo, si farebbe bene a tenere a mente che il concetto di "prontezza" e puntualità non è universale. La fretta e il passo veloce dell'Occidente lasciano spazio, quantomeno a Da Lat, a uno stile di vita decisamente più lento, che influenza inevitabilmente anche l'approccio ai servizi.

Infatti, dopo un'attesa di quasi venti minuti sul marciapiede, mi si è palesato davanti un autista vietnamita sulla sessantina che, dopo essersi scusato, mi ha fatto cenno di montare in sella. Sì, in molte località asiatiche il motor-taxi è la normalità: è estremamente economico e, in caso di traffico intenso, vi eviterà attese eterne. L'importante è sapersi adeguare a uno stile di guida che, per quanto possa sembrare spericolato agli occhi di un europeo, segue in realtà precisi codici di comportamento non scritti. Nota di merito per la cronaca: a Da Lat a tutti i passeggeri viene tassativamente fornito il casco, cosa tutt'altro che scontata in altri Paesi della stessa regione.

L'inaspettato: come scegliere l'unico caffè senza vista

Il viaggio in compagnia del mio navigato autista ha regalato paesaggi montani pazzeschi, facendo crescere in me la speranza di una vista ancora più straordinaria una volta arrivato. Dopo vari cambi di rotta e deviazioni che hanno ritardato ulteriormente la tabella di marcia, finalmente siamo arrivati. Saluto, ringrazio il driver e mi fiondo all'interno della struttura.

Nell'entrare noto tre turisti occidentali all'ingresso, ma la cosa inizialmente passa in secondo piano. Mi catapulto dritto nella terrazza esterna e, proprio mentre ero pronto ad assaporare con gli occhi uno spettacolo unico, mi rendo conto dell'ironia della sorte: avevo scelto l'unico locale di tutta la montagna completamente privo di vista.

Lì per lì il rammarico si è fatto sentire: tutti quei chilometri e quei ritardi per trovarmi davanti a un muro di nebbia e alberi. Ma è proprio qui che il viaggio ha deciso di fare il maestro.

Da Lat, interno torrefazione K'Ho Coffee

La Salerno connection e la passione per il proprio lavoro

La signora che gestiva il posto, una donna dalla sagoma asciutta e longilinea, mi ha portato l'estrattore tipico sul tavolo. Vedendomi solo, mi ha domandato da quale parte del mondo provenissi. Alla mia risposta "Italy", ho scoperto con enorme sorpresa di essere connazionale proprio dei tre ragazzi incrociati all'ingresso. Nel presentarci, è scattato il cortocircuito bello ma inaspettato: uno di loro viveva proprio a Salerno (il posto dove sono nato) e aveva conosciuto gli altri due in aeroporto a causa di un disguido con lo smarrimento dei bagagli che aveva fatto saltare le loro coincidenze.

Chiacchierando, è emerso che si trovavano lì per un viaggio di lavoro in quanto esperti internazionali di caffè. Mi hanno spiegato che la tazza che stavo sorseggiando era un caffè "Specialty", ossia una qualità botanica enormemente superiore rispetto agli standard commerciali a cui siamo abituati nei bar europei.

Complice l'ottimo inglese della proprietaria vietnamita, mi sono lasciato letteralmente catturare dal racconto della sua vita. Ci ha confessato con una trasparenza disarmante che, a causa della nascita del suo ultimo figlio, non era riuscita a seguire l'intero raccolto di quell'anno in prima persona, e che per questo motivo non si sentiva di garantire al 100% l'eccellenza assoluta del suo prodotto.

Incontrare persone così è una gioia pura per chiunque ami la vita. La sua onestà, la sua etica e la sua auto-critica mi hanno fatto capire quanto tenesse a offrire solo il meglio ai suoi ospiti. In un mondo ideale in cui tutti lavorano con questa stessa identica passione e onestà trasparente, probabilmente si vivrebbe tutti un po' meglio.

La notte a Da Lat: mercati notturni e bar labirintici

Tutto accade per una ragione, e la mia iniziale sfortuna visiva si è trasformata nella fortuna di aver trovato tre nuovi amici che mi hanno offerto un passaggio in auto per rientrare in centro città. Se non fosse stato per loro, a causa dell'isolamento del locale, sarei rimasto bloccato lassù per almeno tre ore.

Mentre la Freccia Bianca di turno macinava la strada del ritorno, il sole è tramontato dietro le vette. L'aria di Da Lat si fa decisamente fresca di sera, rendendo necessario tirare fuori dal bagaglio una felpa strutturata in cotone pesante.

Il lago centrale di Da Lat è splendido, illuminato dalle luci notturne e punteggiato da pittoreschi pedalò a forma di cigno. Ma la vera attrazione della notte è il celebre Night Market, un gigantesco bazar a cielo aperto che si districa tra i dislivelli e le scalinate della città, dove è letteralmente possibile comprare di tutto.

Una "sceneggiata napoletana" in salsa vietnamita

Se siete fortunati, al mercato notturno potrete assistere a una scena fantastica che a me ha ricordato irresistibilmente la vecchia sceneggiata napoletana: l'arrivo improvviso della polizia locale. Questa evenienza provoca, nel caos più totale, l'immediato e fulmineo smantellamento delle decine di taverne e cucine ambulanti sui marciapiedi. Passano pochissimi minuti, le pattuglie si allontanano, e tutto si ricompone magicamente come se nulla fosse mai accaduto, con le griglie che tornano a fumare.

Se invece avete voglia di perdervi in un posto surreale, cercate il Maze Bar (conosciuto anche come 100 Roofs Cafe). È un locale in cui è facilissimo entrare ma incredibilmente complicato uscire. È strutturato su quattro livelli sotterranei e aerei, interamente collegati da un intricato sistema di scale, cunicoli e passaggi segreti non lineari. Ogni stanza ha un allestimento scenico unico, quasi onirico, che vale da solo il prezzo del biglietto e della consumazione.

Consigli pratici per il tuo viaggio a Da Lat

Quando andare: Il periodo migliore per visitare Da Lat e l'entroterra va da Dicembre all'inizio di Marzo, quando il clima è secco e le temperature serali sono piacevolmente fresche.

Cosa fare: È il luogo ideale per staccare la spina dalla frenesia costiera, godersi la natura incontaminata e immergersi, quando si ha voglia, nel flusso umano del mercato.

Come muoversi: motor-taxi prenotabile via app (tipo Grab) — economico e il modo più comune per raggiungere anche i locali fuori dal centro.

Il consiglio di Tabishi: Se amate il caffè, prendetevi una giornata per esplorare le torrefazioni locali. Andateci senza fretta, con calma. Sedetevi su uno sgabello, ordinate la vostra tazza e aspettate che, goccia dopo goccia, il tempo compia la sua magia. È esattamente così che si impara a prendere un caffè con la testa tra le nuvole.

Viaggia leggero, pensa green

La felicità del viaggio risiede nella capacità di accogliere l'imprevisto a braccia aperte. Proteggi i tuoi momenti di Quiete ad alta quota con l'abbigliamento giusto. Scopri le nostre felpe e t-shirt in cotone organico 100% ed ecologico sul nostro shop, realizzate esclusivamente on-demand per rispettare il pianeta.

FAQ

Quando andare a Da Lat?

Da dicembre a inizio marzo, quando il clima è secco e le sere piacevolmente fresche.

Come ci si sposta a Da Lat?

Soprattutto in motor-taxi, prenotabile tramite app come Grab.

Vale la pena cercare il Maze Bar (100 Roofs Cafe)?

Sì — quattro livelli tra scale e passaggi segreti, ogni stanza con un'atmosfera diversa.

Cos'è un caffè "Specialty"?

Una qualità botanica superiore agli standard commerciali europei, spesso servita nelle torrefazioni panoramiche della zona.

Torna al blog